ASPETTIAMO! A Volalibro. Un libro, una storia, un film, tante emozioni

ASPETTIAMO! ovvero di come un gran coraggio e una bottiglia possono dare vita a una famiglia” di Giovanna Pignataro presentato venerdì 15 marzo a Volalibro.

L’importanza e la consapevolezza di adottare sono stati i temi fondamentali dello sviluppo del progetto “Aspettiamo! Ovvero di come un gran coraggio e una bottiglia possono dare vita a una famiglia”, che ha visto la realizzazione di un libro illustrato. Una storia scritta da Giovanna Pignataro e illustrata da Tiziano Squillace, che fornisce a chi legge un duplice sguardo, lo sguardo di due mondi diversi, quello della coppia che vuole adottare e quello delle bambine e dei bambini che vorrebbero essere adottati. Francesco Di Martino ha contribuito al progetto con il suo primo docu-film di finzione, nel quale ha raccontato quattro storie vere sull’adozione, storie accomunate dalla grande attesa.

La presentazione è avvenuta venerdì 15 marzo, presso la sala Gagliardi, a Noto, all’interno delle attività dell’XI edizione di Volalibro, il festival della cultura per ragazze/i. L’obiettivo è stato quello di sensibilizzare, attraverso le testimonianze di genitori adottivi, era presente l’avvocata Monia Albino, mamma adottiva di due bambine, e l’esperienza di due giudici onorari del gruppo adozioni del tribunale di Catania, la neuro-psichiatra infantile dott.ssa Concetta Maria Falsaperla e lo psicologo e psicoterapeuta dott. Giuseppe Fusari.

Le attrici e gli attori del film hanno dato il loro contributo, condividendo l’idea portante del progetto: “adottare è l’atto d’amore più gratuito che possa esistere”, che può “salvare”, rendere migliore la vita di bambini indifesi, soli, che hanno bisogno e diritto di avere una famiglia che li sostenga e aiuti a crescere.

A dare inizio e mediare l’incontro è stata la prof.ssa Vera Parisi che ha voluto sottolineare, da lettrice – spettatrice empatica, il lato umano delle relazioni, ponendo particolare attenzione sul significato dell’abbraccio come gesto di “cura” nel rapporto con l’altro, come gesto d’amore che lega le persone, che accorcia le distanze, che crea ponti e comunica emozioni.

La proiezione del film ha messo in scena l’aspetto saliente della costruzione del rapporto genitore-figlio: accettare l’attesa per essere pronti ad accogliere l’altro, non solo fisicamente ma anche culturalmente e affettivamente. Inoltre, la discussione circolare a cui hanno partecipato gli ospiti è stata incentrata sul percorso psicologico, di comprensione e di unione tra genitori e figli adottivi, sull’essere pronti ad accettare il ruolo di madre e padre di un figlio o una figlia che non è il/la proprio/a e nel comprendere che la legge dell’adozione non è fatta per coloro che non possono procreare, ma per coloro che hanno il desiderio e la voglia di colmare solitudini, di riempire vuoti, di accorciare distanze. E soprattutto di crescere e far crescere nell’amore.

Articolo a cura di
Dalila Baglieri, Carlotta Caruso, Flavia Casto, Nicoletta Fiore, Lorenza Risino
VA Liceo Scientifico