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“La fuga di Anna”, un incontro

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A colloquio con Mattia Corrente

È bello quando la scuola ti dà la possibilità di fare esperienze, incontri che non arricchiscono solo culturalmente, ma ci fanno crescere come persone.

Il 20 gennaio di quest’anno, nell’Aula magna del plesso Platone, abbiamo conosciuto Mattia Corrente, autore del romanzo “La fuga di Anna”.

In un setting circolare, che ci ha messo in una posizione fuori dai soliti ruoli di una semplice conferenza, abbiamo posto tante domande a questo giovane scrittore. Parecchi dubbi ha suscitato in noi la lettura del romanzo, grande la necessità di condividere curiosità e opinioni sulla storia e i suoi personaggi.

Abbiamo chiesto a Mattia come fosse riuscito a immedesimarsi in un uomo anziano come Severino. Quello di Severino è un viaggio al contrario, dice Mattia, un viaggio che non inizia e non finisce. Mattia voleva scoprire come ci si potesse sentire a quell’età, che per lui rappresenta un momento di riscatto e non di nostalgia. Una vecchiaia che è coraggio di cambiamento, perché la scrittura fa questo miracolo, puoi essere chi vuoi, lo scrittore sperimenta altre versioni di sé attraverso i personaggi della sua storia.

Le questioni più discusse sono state “libertà” e “perdita”, che sono anche i temi fondamentali del romanzo. Il bisogno di cercare la libertà viene espresso attraverso i vari personaggi, ognuno dei quali la interpreta e la vive in modo differente. Per esempio, Peppe, dal quale la figlia Anna prende ispirazione nella sua fuga, scappa poiché divorato dai sensi di colpa, non riuscendo comunque a liberarsi da ciò che lo opprime, non riuscendo a trovare la sua libertà. Peppe è un personaggio scomodo, che suscita in noi dissenso e, nello stesso tempo, comprensione. Fallisce, come tutte, come tutti. Tranne Antonio. Antonio sperimenta la libertà, disubbidendo ai genitori si libera dalla colpa. Rompe una catena di libertà mascherata dalla colpa e si libera dall’amore implacabile della madre Anna, a sua volta incastrata dall’amore della propria madre.

Al destino ineluttabile delle madri che restano madri per sempre. Alla mia. Mi hai costretto a scrivere per inventare con le parole altre versioni di me, lontane dal tuo amore implacabile”. Da questa dedica dell’opera si scopre un retroscena fondamentale per la trama del romanzo: la storia di Anna è ispirata a quella della madre dell’autore. Mattia ha raccontato il rapporto che aveva con la madre e di come il suo amore sconfinato e implacabile lo abbia portato a reinventarsi, a rendere anche lei libera attraverso il romanzo.

Una delle frasi che ha lasciato di più in noi il segno è: Le mamme a volte sono egoiste. Non lo fanno apposta, Dio le mette al mondo per proteggere i figli e quando è ora non sanno come si fa a lasciarli andare”.

Tante sono le emozioni che ha trasmesso quest’incontro. Malinconia, nostalgia, amore, speranza, libertà. Insieme, ciò che ci rende umani.

Grazie, Mattia Corrente!

Anastasia Barone, Ludovica Consiglio, Irene Quartararo, Ludovica Zavattieri – 4ª A Liceo Scientifico

Sara Popović e Chiara Tagliaferro –  4ª B Liceo Scientifico

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