Le ricamatrici di Ester Rizzo. Storie di donne e dintorni

Le ricamatrici di Ester Rizzo. Presentato a Noto l’ultimo lavoro della scrittrice, coreferente di Toponomastica femminile per la Sicilia.

 

Ester Rizzo a Noto. A conclusione di due giorni di incontri (ad Avola, a Rosolini e infine nella nostra città), le associazioni Toponomastica femminile, Semaforo Rosa e LIBERA hanno realizzato questo momento di riflessione e dialogo sul tema: “Donne, diritti e lavoro”, attraversando i testi di Ester Rizzo, il saggio Camicette bianche. Oltre l’8 marzo, giunto alla terza edizione, e il romanzo Le ricamatrici. Anche quest’ultimo lavoro della scrittrice, coreferente di Toponomastica femminile per la Sicilia, racconta storie di donne.

Dopo il saluto accogliente dell’assessora Giusi Solerte, la prof.ssa Corrada Fatale, rappresentante di Toponomastica femminile, ha aperto l’incontro presentando l’associazione e l’antica collaborazione con la città di Noto e con il Matteo Raeli, la nostra scuola. In particolare la professoressa ha ricordato le intitolazioni avvenute in città, tra cui la rotatoria Gaetana Midolo, la giovane netina presente tra le camicette bianche vittime dell’incendio della fabbrica di New York del 1911, e l’allestimento della mostra e dello spazio dedicato a “Le Madri della Repubblica”, attività recente del Raeli.

Lauretta Rinauro, coordinatrice provinciale di LIBERA e avvocata, ha parlato di donne contro la mafia e di donne appartenenti alla mafia, sottolineando che la struttura delle organizzazioni criminali e mafiose è squisitamente patriarcale e maschilista. Ma soprattutto ha denunciato l’irrisolta questione della parità di diritti nel mondo del lavoro, perché le donne non trovano lavoro se sono mamme, sono ancora pagate meno degli uomini, dipendono economicamente dai loro partner, hanno delega esclusiva nel lavoro di cura, non riconosciuto come tale, e inoltre ultimamente assistiamo a nuove forme di sfruttamento e caporalato, come denuncia la storia di Paola Clemente, morta di lavoro per 2 euro l’ora.

La prof.ssa Cettina Raudino, presidente di Semaforo rosa, è sempre più convinta che le donne siano motore del cambiamento sociale: questo dimostra Filippa Pantano e le ricamatrici. Il monologo di Filippa, interpretato dalla Raudino, ci fa immergere nel romanzo.

Storia di donne dimenticate e umiliate, che non si fanno abbattere, che lottano per i loro ideali, questo sono le ricamatrici di Santa Caterina Villarmosa– afferma Ester Rizzo – Come le gelsominaie di Milazzo, come le pescatrici delle Eolie, come le raccoglitrici di olive della Puglia hanno aperto la strada alle conquiste sociali, alla legislazione che riconosce i diritti delle lavoratrici a domicilio”.

La mafia che si racconta in questo libro non è quella delle stragi o della lupara, è una mafia più pericolosa perché non si vede, ma proprio per questo più difficile da combattere e da raccontare. È questo che fa Ester Rizzo, con pazienza e con amore, scava, riporta alla luce, libera dalla cenere che le copre le storie di quelle donne che nel silenzio hanno inciso nei cambiamenti della storia, quella storia monocorde che le ha silenziate, le ha messe a tacere.

Come le 21 Costituenti che, nonostante fossero diverse tra loro per formazione o ideologia politica, attraverso l’unione, la sorellanza hanno inciso in modo determinante nella scrittura della nostra Costituzione, così Filippa Pantano e le ricamatrici, apparentemente sconfitte da questa mafia subdola e pervasiva, hanno permesso conquiste e progresso per tutte e tutti, per donne e uomini, per l’intera comunità. Perciò è un obbligo per noi cercare, conoscere, raccontare la storia di queste donne, mantenerne viva la memoria.

Non possiamo più tollerare che l’odio, l’indifferenza, possano coprire la storia delle donne che serve a tutte perché noi, insieme agli uomini, possiamo costruire una società migliore, fondata sull’amore e il reciproco rispetto”. Con questo messaggio Ester Rizzo ha aperto le riflessioni del mese di marzo e della giornata internazionale della donna, l’8 marzo!

Articolo a cura di
Federica Licata – IIIA Liceo Scientifico
Dalila Baglieri, Carlotta Caruso, Lorenza Risino, Alessia Ucciardo – VA Liceo Scientifico