Giusi Nicolini a Noto: “Non sbarchi ma approdi”

Come si affronta un fenomeno epocale quale la migrazione dal Sud al Nord del mondo. Il racconto dell’esperienza di Giusi Nicolini a Volalibro.

Giorno 19 marzo, in occasione dell’undicesima edizione di “Volalibro”, il festival della cultura per giovani, si è svolto a Noto, presso la Sala Gagliardi, un incontro tra studentesse e studenti di scuole medie e superiori e Giusi Nicolini, ex sindaca di Lampedusa e premio UNESCO per la pace 2017. L’incontro, guidato dal giornalista Massimiliano Perna, ha visto l’accoglienza del sindaco di Noto Corrado Bonfanti all’ex prima cittadina dell’isola più a sud dell’Italia, prima terraferma per i disperati del Sud del mondo, diventata tristemente famosa come approdo d’Europa.

Naturalmente il tema principale dell’incontro è stato il fenomeno dell’immigrazione, che Giusi Nicolini ha raccontato attraverso l’esperienza vissuta da cittadina e sindaca di Lampedusa, con i seri e drammatici eventi degli approdi avvenuti sull’isola, l’elevato numero di morti e feriti causati dai naufragi, le pessime condizioni dei barconi e le atrocità commesse dagli scafisti, che lucrano sul traffico dei migranti a discapito delle loro vite.

“Lampedusa non ha scelto di ‘essere lì’ – avverte Giusi Nicolini- , ma trovarsi ‘lì’ la carica di una responsabilità che ad altre terre è risparmiata. Porta di un’Europa che pur la considera marginale, Lampedusa agli occhi dei migranti è sempre un obiettivo sovraccarico di attesa. Questa gente scappa da guerre o dalla povertà, guasti a cui storicamente abbiamo concorso anche noi, società ricche”.

L’ex sindaca ha invitato le/gli studenti presenti a riflettere sulle scelte effettuate dal governo italiano e dall’Europa finora, come la mancata attenzione riservata all’emigrazione, che non è un problema, ma un fenomeno strutturale. Da noi si manifesta con la fuga dei cervelli, quei giovani che sono un’importante risorsa per il nostro Paese ma che la nazione Italia non valorizza e sostiene. Mentre generalizzare sull’argomento e sottovalutare quello che succede quando si parla di approdi o sbarchi non aiuta certo a risolvere le cause del fenomeno e soprattutto ad evitare che si ripetano tragedie come quella del naufragio avvenuto il 3 ottobre 2013, quando a largo di Lampedusa morirono più di 350 migranti.

Ecco l’invito ai giovani presenti: “Non sottovalutare la realtà, essere cittadini attivi, aperti all’altro e consapevoli delle proprie responsabilità“.

Articolo a cura di
Angelo Adernò, Federico Brex, Salvo Carnemolla, Fabio Gallo, Roberta Masini
IV A Liceo Scientifico