Noto, raid vandalico al plesso Pitagora: distrutto anche il “Giardino dei Giusti”

Un’area verde a cui alunni e professori si erano dedicati per mesi, piantando alberi e piante. Il preside Veneziano: “Lo ricostruiremo. Sarà il segno della nostra rinascita”.

Non solo il furto di prodotti domestici, ma anche la distruzione di un’area verde che alunni e professori avevano delicatamente allestito intitolandolo “Il Giardino dei Giusti e delle Giuste”, piantando alberi e piante dedicate a uomini e donne che hanno combattuti il fascismo ed hanno conosciuto il dramma dei campi di sterminio. Era stato inaugurato il 20 febbraio ed il racconto di quella giornata (disponibile qui) era stato affidato ai ragazzi che partecipano al corso Comunicazione e Informazione avviato in collaborazione tra scuola e Comune.

Lo ha scoperto ieri il preside dell’istituto Raeli Concetto Veneziano, recandosi di persona per un sopralluogo al plesso Pitagora per constatare dal vivo la situazione dopo il raid segnalato martedì pomeriggio. Preside che dopo l’evidente delusione per un gesto che non può avere nessuna spiegazione, ha voluto scrivere ai suoi alunni ed ai suoi professori.

Non voglio descrivervi – dice il preside Venezianonei dettagli lo scempio che ho trovato ma vi devo confessare che dopo un primo sollievo seguito alla constatazione che niente fosse stato sottratto, ho rilevato con mia grande mortificazione il furto di quasi tutte le piante del “Giardino dei Giusti e delle Giuste” da noi creato e accudito con amore e, per il quale avevamo, qualche mese fa, ripulito la zona adiacente l’anfiteatro. Ebbene … il nostro giardino non esiste più. Questo almeno nelle intenzioni dei barbari che hanno messo in atto questo ignobile gesto, che segue di poche settimane un’altra intrusione, sfociata nella distruzione di un distributore automatico di bevande calde e nello sfondamento della porta di ingresso”.

Dalla delusione, però, alla rinascita il passaggio è stato molto breve. Ed ecco l’invito-promessa del preside.

Non sanno costoro – conclude – e non immaginano soprattutto con quale ostinazione e quale ritrovato entusiasmo noi torneremo a piantumare e a ricostruire il nostro giardino più grande e più bello di prima. Ricostruire il giardino sarà per NOI un imperativo e una missione. Sarà il segno evidente, tangibile ed ecologico della nostra rinascita e sarà altresì la manifestazione chiara ed inequivocabile della nostra resilienza e della nostra capacità di non arretrare di fronte a questi fatti che poco hanno a che fare col diritto, con la legalità e con la convivenza civile. Lungi da me fare accuse e individuare responsabili ma chiunque essi siano, sappiano che ogni volta che ci colpiranno NOI ricominceremo più forti e più convinti di prima, nell’idea che la scuola ci appartiene, che la scuola è casa nostra, che la scuola va difesa e rispettata non solo come luogo deputato all’educazione e alla formazione, ma come presidio, per eccellenza, della legalità”.

Fonte articolo Notonews