Lun. Mag 23rd, 2022

RAELIOGGI

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Il teatro forum come esperienza di Educazione civica

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Le parole valgono

inclusione, parità di genere, hate speech fuori e dentro la rete

Le studentesse e gli studenti della VB del Liceo Classico della nostra scuola, lo scorso 15 dicembre, hanno portato in scena, presso l’aula magna del Seminario Vescovile di Noto, una performance di Teatro forum come conclusione dell’UDA di Educazione Civica dal titolo “Le parole valgono: inclusione, parità di genere, hate speech fuori e dentro la rete”.

Il Teatro forum è una tipologia di teatro interattivo, che utilizza la spontaneità e la creatività per cercare nuove alternative a situazioni vissute come bloccate, conflittuali o difficili.

I contenuti della tematica trattata sono stati elaborati dando vita ad “affreschi” che, pur senza parole, rappresentavano le conseguenze delle parole d’odio.

“La liberazione dell’oppresso attraverso la trasformazione dello spettatore in protagonista, da oggetto a soggetto” è il principio di base per Augusto Boal, padre del teatro forum. Gli Spect-Actors contribuiscono con le loro opinioni e le loro soluzioni, modellando le statue per migliorarle, agendo tutti i possibili cambiamenti.

In questo caso gli Spect-Actors siamo stati noi studenti, quando siamo stati invitati ad interagire.

Gli affreschi hanno avuto un forte impatto su tutti i presenti, trattandosi di scene di attualità, fortemente sentite da ciascuno di noi. Due giovani donne afghane private del diritto allo studio da un talebano. Due clochard, da un lato, una coppia ricca e vanitosa dei propri averi, dall’altro. Un giovane ragazzo sulla sedia a rotelle impossibilitato a giocare a pallone. Una coppia omosessuale derisa da un gruppo di ragazze. Scene di vita quotidiana sulle quali dovremmo riflettere più spesso.

Quella che abbiamo vissuto è stata definita da tutti noi come un’esperienza emozionante ed educativa. Un momento diverso, piacevole e inaspettato a scuola.

Nessuno aveva mai preso parte ad uno spettacolo che non includesse l’uso della parola. Tuttavia, esso è riuscito a trasmettere, addirittura con maggiore intensità, gli stessi messaggi che avrebbero potuto trasmettere i dialoghi.

Dopo i nostri interventi di solidarietà, agiti per modificare le scene, si è anche aperto un dialogo molto costruttivo tra insegnanti e studenti. Interessante, a proposito della scena dei due mendicanti, quanto sostenuto dal prof. Michele Romano, secondo il quale donare del denaro non serve più di tanto a migliorare la situazione degli indigenti. Il prof ha sottolineato quanto sia importante rivolgere loro la parola o instaurare un rapporto umano con l’altro. Nel caso del giovane disabile è emerso che le barriere non sono soltanto quelle architettoniche perché spesso, a causa di una forma mentis chiusa, non si permette all’altro di vivere una vita dignitosa.

Immedesimandoci in queste scene, abbiamo ancor di più percepito quanto sia fondamentale possedere il diritto di vivere e di amare la vita senza alcun tipo di limite.

Le alunne e gli alunni della IVB Liceo Classico

 

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