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“Ragazzi scalzi in tour” al Matteo Raeli

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“Sai cos’è il SAI? “

Così inizia l’incontro ‘ragazzi scalzi in tour’, tenutosi giorno 28 aprile scorso nei locali dell’Aula magna del nostro istituto. Protagonisti noi, studenti e studentesse del Matteo Raeli, impegnati nel progetto Comunicazione e Informazione, e i ragazzi ospiti della  Filotea, cooperativa sociale che dal 2008 opera nella provincia di Ragusa accogliendo immigrati sia minorenni che adulti.

A porci la domanda è stata l’educatrice Maria Bruna Noto, autrice del libro-testimonianza “Ragazzi scalzi “,da cui ha preso il nome il progetto che la Filotea sta presentando in molte scuole del territorio, giungendo, con la nostra, alla sua nona tappa!

Ritornando alla domanda iniziale, il  SAI, come ci viene spiegato, è il sistema accoglienza ed integrazione minori stranieri non accompagnati.

Il sistema accoglienza ed integrazione (SAI) viene paragonato dalle operatrici presenti a una vera e propria rete ed è per questo che  tutti in sala siamo invitati a farne simbolicamente parte: vengono, così, distribuiti diversi fili colorati collegati tra loro, quasi a significare che ognuno di noi è un colore diverso perché unico!

Dopo questo momento di condivisione iniziale che ha svolto la funzione di “rompighiaccio”, siamo stati catapultati nella vita dei ragazzi all’interno delle strutture, attraverso la proiezione di un video che mostrava scene di vita quotidiana, a volte molto esilaranti.

Approfondendo un po’, ci sono state presentate tutte le figure chiave della comunità, in parte paragonabili a quelle di una scuola: la responsabile, gli educatori, gli insegnanti di italiano per l’alfabetizzazione, la psicologa, l’assistente sociale, la cuoca, l’osa, un operatore legale (per seguire le varie pratiche legate ai documenti e, soprattutto, al permesso di soggiorno) ed, infine, colui che corrisponde al preside, ovvero il giudice del tribunale di Catania. Tutte queste persone, in modi diversi, ascoltano e aiutano i “ragazzi scalzi” a raggiungere i propri obiettivi e, perché no, a realizzare i propri sogni, così come può avvenire per un qualsiasi altro ragazzo.

Molto coinvolgente è stato il momento dell’ “apertura della valigia”. Una delle educatrici ci ha mostrato una valigia con all’interno vari oggetti tipici africani, sottolineando, però, che quasi sempre i ragazzi non portano nulla con loro, perché, spesso, è “nulla” quello che possiedono! Pertanto, inizia il gioco della valigia: a turno alcuni studenti pescano vari biglietti con su scritta una parola che riconduce ad un determinato argomento come tempo libero, preghiera, scuola, cucina, amore, sport, lingua. Per ogni biglietto un confronto tra mondi e culture diverse, un reciproco scoprirsi, una piccola grande rivelazione di identità in dialogo!

Davvero toccante l’ascolto della testimonianza di due ragazzi che ci hanno raccontato la loro storia a partire dalla vita che conducevano nel loro paese di origine, continuando con il viaggio che hanno dovuto affrontare per arrivare in Italia, e concludendo con il racconto della vita attuale e delle speranze per il futuro.

A seguire, un breve momento di dibattito con delle domande, poste da due studenti del Liceo delle Scienze, sul ruolo della donna e sui possibili fallimenti educativi all’interno della cooperativa.

L’incontro si è concluso con un video lettura/ ascolto  dal  titolo ‘Inno all’accoglienza’, i vari saluti e numerose foto in ricordo della bella esperienza che abbiamo avuto la possibilità di condividere.

Viviana Rau IIIA Scienze Umane

Foto e video a cura di Samuel Giannone IIIA Scienze Umane

 

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