Intervista a Luca Ricci

«Da dove è nata l’idea di questo spettacolo? E quando?»

«Lavoriamo a questo spettacolo dal 2017, l’idea è nata dalla situazione politica del nostro paese caratterizzata dalla forte tendenza al disgregamento e all’individualismo per cui ci è sembrato importante rappresentarla al teatro.»

 «Qual è la sua posizione nei confronti del referendum della storia e da quale motivazione nasce il suo pensiero?»

«Quando fai l’autore, di solito cerchi di essere impersonale e di dare cittadinanza a tutti i punti di vista, ma nel caso di questo spettacolo traspare chiaramente la nostra opinione, ovvero quella secondo cui il referendum porta disgregazione, tensioni, violenza e addirittura morte.»

 «Che significato hanno i riferimenti storici presenti nello spettacolo?»

«In Toscana, dove ha sede la nostra compagnia, in passato vi fu un errore di tracciamento dei confini a causa di due emissari che avevano lo stesso nome dando vita ad una repubblica autonoma di nome Cospaia dal 1440 al 1830 circa.»

 «Qual è il messaggio che volete trasmettere agli spettatori?»

«Lo spettacolo non nasce per dare soluzioni, bensì per stimolare lo spettatore riguardo al senso di comunità facendo trasparire il pessimismo interiore che io e Lucia vivevamo nel periodo della stesura.»

 «Può esserci una qualche analogia con il referendum che si terrà il 20 ed il 21 settembre?»

«Secondo me no, si tratta di due referendum diversi: quello della storia riguardava l’autonomia di uno stato e divideva gli italiani, mentre questo è più legato alla struttura del parlamento.»

 « “Piccola Patria” è il primo spettacolo di tematica politica che portate in scena?»

«No, un po’ tutti i nostri lavori trattano questa tematica. Mi piace citare un lavoro del 2010, “Virus”, trattate un’epidemia che trovava la comunità impreparata e frammentata; oppure “la    lotta al terrore” e raccontava di un tipo che si asserragliava in un piccolo supermercato di provincia, minacciando di farsi esplodere con degli ostaggi e in questa storia vengono messi in evidenza dei personaggi politici inadatti a quella situazione.»

 

Marika Di Mauro Patti

Elena Grippaldi

Classe V A liceo classico